VALENTIN DE BOULOGNE (Coulommiers, 1591 - Roma, 1632)

Queste due grandi tele, già note a Benedict Nicolson (cfr. Nicolson, I, pp. 204-205, II, tav. 693), sono state recentemente analizzate da Denis Mahon che ne riconosce pienamente la paternità al Valentin (comunicazione orale, 2003).

La loro composizione è stata iterata più volte dall’artista e di ciascuna delle opere si conoscono due identiche versioni, anch’esse pendant: la prima coppia è conservata al museo di Copenhagen, mentre la seconda è stata smembrata: la tela rappresentante la Scena di un interno con un’indovina che legge la mano, un suonatore, un bevitore e un ladro si trova in collezione Matthiesen a Londra mentre quella raffigurante la Scena di un interno con musicanti e bevitori è conservata al Musée des Beaux-Arts di Strasburgo. 

Questo gruppo di opere traggono i propri soggetti da quel repertorio figurativo canonizzato  da Bartolomeo Manfredi (1582 – 1622) nella cosiddetta Manfrediana methodus: giocatori, suonatori, commensali e figure popolane colte in varie attività che Valentin dispone attorno ad un tavolo, fulcro prospettico della scena attorno al quale ruotano le scene. Le opere mostrano con estrema immediatezza i punti forti della pratica pittorica del Valentin: la sapienza nella resa del movimento, che torce i busti delle figure e anima la composizione, e la distribuzione attenta delle direttrici visive, che moltiplicano la spazialità conferendole grande dinamicità. Questi aspetti attestano come l’opera del francese costituisca una rilettura dell’arte di Caravaggio che supera l’intervento del Manfredi e sostituisce le strutture paratattiche quest’ultimo con composizioni di sapore già pienamente barocche. 

Scena di un interno con musicanti e bevitori

Scena di un interno con un’indovina che legge la mano, un suonatore, un bevitore e un ladro

Ciascuno, olio su tela, cm 128 x 181


Provenienza
Alex Wengraf, Londra (1989).

Expertise
Denis Mahon, comunicazione scritta.

Bibliografia
B. Nicolson, Caravaggism in Europe (1ª ed., Oxford, 1979), 2ª ed., Torino 1989, I, pp. 204-205 (sono elencati entrambi), II, tav. 693 (è pubblicato il secondo dipinto);