MAESTRO DELLA NATURA MORTA ACQUAVELLA (attivo a Roma tra il 1615 e il 1640 circa)

Secondo Zeri, tutte queste opere, compreso il quadro Mont, precedentemente dato a Michelangelo Cerquozzi, sono da attribuirsi al cosiddetto Maestro della natura morta Acquavella, da lui definito “uno dei sommi nomi della natura morta italiana”.

Il pittore prende il nome da un quadro con una Natura morta di fiori e frutta, di proprietà dell’antiquario Acquavella di New York, esposto con la dicitura di anonimo caravaggesco alla mostra tenutasi a Napoli nel 1964 (Volpe, 1964, p. 32, tav. 12a), al quale per via stilistica sono stati associati altri analoghi che hanno portato alla definizione di un corpus notevole di opere, riunite sotto questo nome.

La straordinaria capacità di dare naturalezza di questo pittore si rivela dal modo di presentare i frutti e le foglie che, staccati dai loro alberi, stanno perdendo vitalità, ripiegandosi impercettibilmente su se stessi.  Tali elementi non possono non riportare alla mente la celebre Canestra del Caravaggio (Milano, Pinacoteca Ambrosiana), se pur privati della severità simbolica, concentrata e interiorizzata del prototipo, qui trasposta in chiave più quotidiana.

Natura Morta con frutta varia

Nautra morta con frutta varia, un canestro di giunchi e un ragazzo


Expertise
Federico Zeri, 27 maggio 1998.

Bibliografia comparativa
A. Cottino, La natura morta caravaggesca, in La natura morta in Italia, direzione scientifica F. Zeri, a cura di F. Porzio, Milano 1989, II, pp. 712-715, n. 7;
G. Papi, Riflessioni sul percorso caravaggesco di Bartolomeo Cavarozzi, in “Paragone”, 5-6-7, 551, 553, 555, 1996, pp. 89, 90-91;
Natura morta italiana tra Cinquecento e Settecento, catalogo della mostra a cura di M. Gregori e J.G. Prinz von Hohenzollern, Milano 2002, pp. 33-34, 160-167, 125-126, 471.