MARIO NUZZI DETTO MARIO D' FIORI (Penna in Teverina 1603 - Roma 14 Novembre 1673)

Mario Nuzzi - detto “Mario de’ Fiori” per l’assidua raffigurazione di fiori nelle sue composizioni - si formò con una certa probabilità presso la bottega dello zio Meo Salini, muovendo dalle iniziali composizioni naturalistiche di stampo caravaggesco ad un’attenzione per i fioranti olandesi contemporanei. Nel 1621 risulta menzionato assieme al Salini in strada Paolina, nel 1646 fu eletto membro della Congregazione dei Virtuosi al Pantheon e nel 1665 fu eletto reggente e membro dell’Accademia di San Luca.

Nella coppia in esame si osserva la presenza dei vasi in bronzo sbalzato con bassorilievi di putti, cornucopie e grottesche, una scelta effettuate con una certa costanza lungo tutta la produzione dell’artista che arriva a costituire un vero e proprio leitmotiv.

Secondo quando suggerito dal prof. Sestieri, una caratteristica tipica delle opere del Nuzzi è indicabile nell’accostamento di “fiori di svettante vitalità, ad altri reclinati d'incipiente caducità, come era prassi abituale dei specifici repertori del tempo”. Ancora secondo Sestieri l’artista “seppe plasmare con viva personalità tale piattaforma tecnica e culturale, in sintonia colle montanti fortune del Barocco”, seppe cioè servirsi del bacino di esperienza passate e contemporanea sul tema della natura morta per elaborare una maniera al tempo stesso personale e fortemente rappresentativa della sua epoca.

Natura morta di fiori in un vaso

Natura morta di fiori in un vaso

Olio su tela, ciascuno cm 76 x 53


Bibliografia Comparative
F. Solinas, Flora romana: fiori e cultura nell’arte di Mario de’ Fiori (1603-1673), Roma 2010;
Sestieri in Nature morte italiane ed europee del XVII e XVIII secolo, catalogo a cura di G. Sestieri, Roma, Galleria Cesare Lampronti, 26 ottobre –15 dicembre 2000;
L. Salerno, La natura morta italiana, Roma, 1984, pp. 174-177;
La Natura Morta Italiana, a cura di F. Zeri, Milano 1964, n. 131, tav. 57 a-b.