MICHELE MARIESCHI (Venezia 1710 - 1743)

Il dipinto è stato attribuito a Michele Marieschi da Dario Succi, con una proposta di datazione piuttosto tarda, tra il 1737 e il 1739, in una fase in cui il pittore raggiunge fama indiscussa di pittore di capricci e vedute e risulta menzionato nella Fraglia dei Pittori veneziani. Di questa composizione esistono diverse versioni autografe, ma è evidente che l’artista si ispira alla celebre veduta di San Marco dalla Torre dell’Orologio di Canaletto, datata al 1731 circa, e ora al Wadsworth Atheneum di Hartford.

Utilizzando l’espediente della doppia prospettiva - proprio anche del Canaletto - Marieschi riesce ad inquadrare quasi tutta la facciata di San Marco e ad inserire il campanile di San Moise all’estrema destra, dietro il quale si staglia la chiesa di San Geminiano. Diverse in tutte le versioni della vedute sono le tende che coprono le botteghe e le impalcature.

Il dipinto, nella serie di versioni note, si distingue per la ricca e pastosa pennellata unita ad una brillante tavolozza; come risulta evidente l’artista indugia nella resa di particolari minuti e si diletta con un movimento sapiente  di luci e ombre, il tutto entro un’impalcatura prospettica di deciso effetto scenografico.

 

 

Venezia, Piazza San Marco dalla Torre dell'Orologio

Olio su tela, cm 57.5 x 85.4 


Esposizioni
New York, Colnaghi, 1983, n. 22.

Bibliografia
C. Lollobrigida, in Old Masters 2011, Roma 2011, pp. 70-71, cat. 16.

l dipinto sarà inserito nella prossima monografia dell’artista a cura di Dario Succi.