MICHELE MARIESCHI (Venezia 1710 - 1743)

Nella veduta emerge il carattere del tutto soggettivo della visione del Marieschi, che si qualifica per l’esuberanza coloristica della tavolozza e la spigliatezza del trattamento pittorico; la conduzione pittorica è vivacizzata dall’uso di impasti grumosi e materici, rinforzati qua e là da energiche spatolature che conferiscono grande vitalità alle architetture. Questo temperamento così vitale ha poco in comune con la staticità canalettiana, e rende il Marieschi il più ‘romantico’ tra i vedutisti.

L’opera in oggetto illustra una tratta del Canal Grande ripreso da un piccolo campiello immaginario; in particolare il punto di vista da cui è inquadrata la scena corrisponde all’imboccatura del rio di Noale, a lato di palazzo Gussoni, il cui fianco è parzialmente visibile all’estremità destra del quadro. A sinistra sulla riva opposta, si osserva lo splendido prospetto di Ca’ Pesaro - uno dei più importanti palazzi veneziani - mentre verso il fondo della composizione si può riconoscere palazzo Foscarini-Giovanelli. 

Venezia, il Canal Grande con Ca'Pesaro e palazzo Foscarini-Giovanelli dal Campiello di palazzo Gussoni

Olio su tela, cm 58 x 86


Perizie

D. Succi, comunicazione verbale.
R. Toledano, comunicazione verbale.

Bibliografia
Galleria Cesare Lampronti, Roma (TEFAF, Maastricht 2009), Rassegna di importanti dipinti dei secoli XVII e XVIII, catalogo della mostra a cura di M. Moschetta, pp. 38-9, n. 11.