Attribuito a BARTOLOMEO MANFREDI (Ostiano, 1582 - Roma, 1622)

Bartolomeo Manfredi era stato allievo del Pomarancio e contemporaneo del Caravaggio a Roma. Nel 1675 il biografo tedesco Joachim von Sandrart definisce la sua pittura Manfrediana Methodus, una traduzione dei temi e delle composizioni di genere del Caravaggio in rappresentazioni - spesso profane - che saranno poi cruciali per gli artisti francesi e olandesi presenti a Roma nella prima metà del secolo. Una della composizioni più celebri del Caravaggio già all’epoca era la Chiamata di San Matteo nella chiesa di San Luigi dei Francesi, che ispirò le scene di interni - con giocatori di carte, zingare, bevitori e soldati - del Manfredi e dei suoi discepoli.

Nella presente tela, il pittore torna alle origini religiose di questo genere di composizioni, scegliendo di rappresentare il momento in cui San Pietro, visibile nell’angolo sinistro del dipinto, nega di essere seguace di Cristo. Caratteristiche del Manfredi sono l’eccellente qualità dell’esecuzione - visibile in dettagli quali la piuma leggera del cappello del giovane in primo piano, i ricchi panneggi della manica rossa della sua giubba o della tunica di Pietro - e l’intensa espressività di ogni volto. 

La Negazione di San Pietro

Olio su tela, cm 142.9 x 208.9


Provenienza
Collezione nobiliare, Italia.